Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima di Coldiretti. La situazione più critica resta concentrata al Nord, dove la scarsità d’acqua ha messo a rischio intere produzioni.
In Emilia-Romagna è aumentato il ricorso all’irrigazione per cercare di salvare le produzioni, con un conseguente incremento dei costi a carico delle imprese. Restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola e foraggi, mentre a complicare ulteriormente il quadro è l’avanzata del cuneo salino, che riduce la disponibilità di acqua dolce.
Una situazione che si inserisce in un quadro nazionale di forte difficoltà: dal Nord al Sud Italia, il caldo e la siccità hanno colpito le principali colture, dal riso al mais, dall’ortofrutta ai foraggi, con ripercussioni anche sugli allevamenti. A questa situazione si aggiunge l’emergenza incendi, particolarmente grave in alcune regioni d’Italia, dove i roghi hanno devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando danni anche agli animali e alle strutture agricole. Anche la situazione delle riserve idriche resta critica, con livelli molto bassi nei principali laghi del Nord e nel fiume Po.
“La situazione conferma l'urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati anche di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l'Italia riesce infatti a trattenere appena l'11% dell'acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Una situazione che desta preoccupazione anche nella nostra provincia - sottolinea Luca Cotti presidente di Coldiretti Parma-. Serve una rete di bacini e invasi multifunzionali capaci di raccogliere e conservare l’acqua piovana durante tutto l’anno, aumentando la disponibilità di acqua nei periodi di siccità e contribuendo al tempo stesso a mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi”.
“Inoltre – conclude Cotti – per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche”.






