20 Ottobre 2026
FORUM COLDIRETTI, PROF. MONTEIRO: “ULTRAPROCESSATI PROGETTATI PER ESSERE IRRESISTIBILI, SOSTITUISCONO IL CIBO VERO”

Il padre della classificazione NOVA: ingredienti a basso costo e additivi per aumentare i profitti

Gli alimenti ultraprocessati sono formulazioni industriali progettate e commercializzate per sostituire il cibo vero e i pasti cucinati, attraverso ingredienti a basso costo resi particolarmente appetibili dall’impiego di additivi. È il modello produttivo descritto da Carlos Augusto Monteiro, ideatore della classificazione NOVA, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”. Presente al Forum una delegazione di Coldiretti Emilia Romagna guidata dal Presidente, Luca Cotti e dal Direttore, Marco Allaria Olivieri.

Al centro dell’intervento il rapporto tra profitti industriali, trasformazione delle abitudini alimentari e salute. Monteiro ha spiegato che l’utilizzo di sostanze ricavate da colture ad alta resa, come mais, soia, grano e canna da zucchero, consente di abbattere i costi degli ingredienti e aumentare i margini. Coloranti, aromi e altri additivi permettono poi di trasformare queste basi in prodotti capaci di imitare sapore, aspetto e consistenza degli alimenti.

“Sono progettati per essere iperappetibili, per essere irresistibili”, ha sottolineato Monteiro, richiamando le tecniche utilizzate per raggiungere il cosiddetto bliss point, il punto di massimo piacere che spinge a continuare il consumo.

Una sostituzione che, secondo il ricercatore, ha conseguenze culturali, economiche e sanitarie. Monteiro ha richiamato gli studi che associano un maggiore consumo di ultraprocessati a un aumento del rischio di obesità, diabete e altre patologie croniche, evidenziando la necessità di considerare anche i meccanismi biologici alla base di queste associazioni.

Sul piano delle regole, il ricercatore ha posto il tema della valutazione degli additivi, anche alla luce della presenza di numerose sostanze nello stesso prodotto, chiedendo di rivedere i criteri con cui ne viene esaminata la sicurezza. Un richiamo che porta al centro del confronto la capacità delle politiche alimentari di tutelare la salute di fronte alla crescente sostituzione degli alimenti e dei pasti tradizionali con formulazioni industriali.

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