Partiranno anche dalle campagne di Ravenna e provincia gli agricoltori di Coldiretti che domattina invaderanno piazza Montecitorio a Roma per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA) che per la prima volta nella storia dell’Unione Europa accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici che saranno smascherati per l’occasione, ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Gli agricoltori saranno affiancati da una folta delegazione di amministratori locali e si ritroveranno in piazza Montecitorio davanti al Parlamento dove sarà in corso la discussione per la ratifica del Trattato.
L’iniziativa è della Coldiretti insieme ad un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che si sono date appuntamento mercoledì 5 luglio alle ore 9,30 in Piazza Montecitorio a Roma dove sono attesi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile.
Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il “pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato.
Nei giorni scorsi l’impatto devastante del trattato sull’agroalimentare italiano è stato al centro dell'incontro tra il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, e Coldiretti regionale. Al Governatore è stato consegnato il dossier sugli effetti che l’accordo di libero scambio UE-Canada avrà sull'agricoltura dell'Emilia-Romagna sottolineando che ad essere messi sotto scacco nella nostra regione saranno produzioni di eccellenza, ma anche importanti colture estensive come i cereali e anche la carne IGP del vitellone bianco dell’Appennino Centrale, tra cui spicca quella della razza Romagnola allevata sulle colline ravennati, prodotto che non è riconosciuto dal CETA e che non otterrà alcune tutela. Senza contare le imitazioni delle nostre specialità più prestigiose realizzate in Canada, dai formaggi ai salumi, eccellenze che con la ratifica del trattato lo 'Stato dell'acero rosso' sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo.






