Se c’è un tema su cui tutti gli operatori sono concordi è quello della produzione peschicola 2013, stimata in calo del 7% quella italiana, ma ridotta anche in Europa (Spagna, Grecia, Francia).
La campagna di commercializzazione, avviata da circa un mese, è partita bene con prezzi all’origine superiori a quelli registrati nel 2012 grazie alla concomitanza di due fattori fondamentali: l’offerta non eccessiva di prodotto e la regolare scolarità della maturazione tra nord e sud e tra le diverse varietà.
Ma tutto ciò potrebbe non essere sufficiente per garantire nel 2013 ai frutticoltori un risultato equo ed in grado di coprire i costi di produzione. Se la GDO che rappresenta il terminale principale per la collocazione del prodotto, nelle prossime settimane adotterà un comportamento ribassista, cercando di imporre agli operatori e di conseguenza ai frutticoltori riduzioni di prezzo nelle forniture.
“Un comportamento – denunciano gli agricoltori – che potrebbe avere una logica se il settore si trovasse nella condizione di produzione in eccesso, ma la situazione è quella opposta, per cui non esistono motivazioni logiche se non quella di fare un sottocosto facendoselo pagare dai peschicoltori.”
“Trattasi di un giochetto già visto in passato che – secondo Coldiretti – dovrebbe essere contrastato con grande compattezza da tutti gli operatori del settore, anziché caderci dentro e cercare di minimizzare l’impatto con comportamenti ribassisti e di concorrenza interna.”
Quando la produzione non è scarsa, la qualità buona e non ci sono giacenze nei magazzini, le strutture devono tenere sui prezzi e non squagliarsi di fronte alle pressioni della distribuzione e poi farne pagare il conto come al solito agli agricoltori.
29 Luglio 2013
Produzione pesche e nettarine 2013






