16 Febbraio 2022
VINO: PARLAMENTO UE DICE NO A ‘BOLLINO NERO’ E SALVA 10MILA ANNI DI STORIA

Il Parlamento Europeo salva quasi diecimila anni di storia del vino le cui prime tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia già a partire dal 4100 a.c. E’ quanto afferma Coldiretti nel ringraziare per il lavoro di squadra i parlamentari italiani per la difesa di un settore che vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone.

“E’ stato infatti respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra attraverso allarmi salutistici in etichetta (il cosiddetto ‘bollino nero’) già adottati per le sigarette, l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea, nell’ambito del “Cancer plan” proposto dalla Commissione Europea” come richiesto, insieme al consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, nella lettera scritta insieme al Presidente Coldiretti Prandini al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici”.

Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi – sottolinea Coldiretti - in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tuti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti.

In un’Italia che è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) e il restante 30% per i vini da tavola, la provincia di Ravenna, territorio che si caratterizza per la più ampia superficie vitata dell’Emilia-Romagna, riveste un ruolo importante. Questo grazie al lavoro di tantissimi viticoltori che negli anni hanno recuperato e valorizzato vitigni autoctoni a rischio estinzione come il Burson, il Famoso, il Centesimino e investito nella valorizzazione di vitigni storici come Trebbiano e Sangiovese. Il consumo pro capite in Italia si attesta attualmente sui 33 litri all’anno con una sempre maggiore attenzione alla qualità, alla storia del vino, ai legami con i territori che spingono italiani e stranieri anche alla scoperta di cantine e aziende.

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